Una professione fatta di mercati, scelte e persone: 25 anni di consulenza patrimoniale

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08-03-2026

25 anni tra mercati, scelte e persone

L’8 marzo del 2001 ho iniziato a fare il consulente finanziario.
Non è una data banale: è una data che si ricorda facilmente. E forse è anche un buon promemoria. Perché la finanza – quando è fatta bene – ha molto a che fare con la vita delle persone.

Venticinque anni fa il mondo era diverso. Non esistevano gli smartphone, Google era ancora una curiosità americana e il concetto di “crisi finanziaria globale” sembrava una teoria anche se stavamo attraversando il crollo dei mercati creato dalla bolla internet. Nel frattempo sono arrivati il 2008, l’euro maturo, i tassi negativi, la pandemia, l’intelligenza artificiale.

Silvano Fanti è rimasto lì, a fare la stessa professione ma non lo stesso mestiere: questo significa adattarsi continuamente.

La mia storia professionale parte da una laurea in Economia e da una specializzazione in Economics & Finance a Milano. Nel gennaio 2001 arriva l’abilitazione alla professione di consulente finanziario e pochi mesi dopo – l’8 marzo – parte l’avventura.

All’inizio si tratta, come per tutti, di imparare. Poi di capire. E infine di scegliere una strada.

Ho scelto quella meno rumorosa ma più difficile: la consulenza patrimoniale vera. Quella che non si limita a parlare di investimenti, ma prova a capire cosa c’è dietro un patrimonio.
Perché dietro un patrimonio non ci sono solo numeri. Ci sono famiglie, responsabilità, visioni imprenditoriali e sogni da proteggere.

Nel 2010 mi trasferisco a Verona, continuando a seguire clienti tra Liguria e Veneto. Nel 2017 divento consulente tecnico del Tribunale di Verona. È da quell’esperienza che nasce una delle parti più particolari del mio lavoro: la gestione dei patrimoni nelle Amministrazioni di Sostegno, un ambito delicato dove la consulenza finanziaria incontra la responsabilità sociale.

In questi venticinque anni sono cambiati mercati e regole. I clienti anche. Oggi chiedono più trasparenza, più metodo, più visione. E spesso anche qualcosa di molto semplice: dormire tranquilli.

Che poi è la definizione migliore di consulenza patrimoniale.

Dopo venticinque anni di lavoro, una cosa appare chiara: la finanza non è solo una questione di rendimento. È una questione di professionalità e fiducia.

E la fiducia, come gli investimenti migliori, è un capitale che cresce lentamente.
Ma quando cresce bene, dura a lungo.

Proprio come una carriera iniziata l’8 marzo del 2001.

                                                                                                 Silvano Fanti

 

 

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Una professione fatta di mercati, scelte e persone: 25 anni di consulenza patrimoniale

L’8 marzo 2001 ho iniziato la mia attività di consulente finanziario. Oggi sono passati 25 anni. In questo tempo i mercati e il mondo sono cambiati molte volte: la bolla internet, la crisi del 2008, i tassi a zero, la pandemia, l’intelligenza artificiale. Una cosa però non è cambiata: il cuore del mio lavoro. La consulenza patrimoniale non riguarda solo numeri o investimenti, riguarda persone, famiglie, imprese e responsabilità. In questi anni ho avuto il privilegio di accompagnare molti clienti nelle loro scelte patrimoniali, spesso nei momenti importanti della vita: costruzione del patrimonio, protezione della famiglia, passaggi generazionali. A tutti loro va il mio grazie più sincero per la costruzione di un bel rapporto di lungo periodo e la fiducia accordata. La fiducia, come gli investimenti migliori, è un capitale che cresce lentamente: ma quando cresce bene, dura a lungo. Dopo 25 anni continuo a pensare che questa sia una professione capace di sorprendere e dare grandi soddisfazioni. Grazie a chi ha fatto e continuerà a fare questo percorso con me.

Con i dazi cambiano gli equilibri economici: come ci proteggiamo.

Ciao a tutti,negli Stati Uniti è successa una cosa storica: hanno alzato in media le tasse sulle importazioni al 29%, roba che non si vedeva dagli anni ’30.Risultato? I prezzi in America saliranno di circa il 10% e alla fine, come sempre, a pagare saranno i consumatori.Con l’economia che rallenta e l’inflazione che sale, la banca centrale americana dovrà tagliare i tassi, e gli investimenti negli USA diventeranno più rischiosi.Da mesi stiamo già muovendoci in questa direzione: abbiamo ridotto l’esposizione agli Stati Uniti e dato più spazio all’Europa, che oggi offre più stabilità.Il Dollaro è caro e potrebbe perdere forza: meglio iniziare a guardare anche ad altre valute come lo Yen.Continueremo a spostare i portafogli su Europa e Asia, mantenendo una piccola quota in oro come protezione.Oggi le obbligazioni europee sono tra gli investimenti più solidi.Siamo ben posizionati, ma bisogna stare all’occhio e muoversi con attenzione.Nei prossimi mesi sarà fondamentale diversificare bene e approfittare delle opportunità che si apriranno.

Silvano Fanti
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